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 Se solo l’amore che porto dentro si trasformasse in una forza, la
nostra sarebbe La storia perfetta. Mi sono innamorata di lui un giorno
di primavera, senza pensare alle stagioni che sarebbero venute. Mi sono
innamorata pensando alla giornata, un giorno per volta, come faccio
sempre, senza preoccuparmi del futuro. Forse è per questo che non ho
previsto che un giorno qualcosa avrebbe potuto non andare benissimo.
So solo che, se tre anni fa mi avessero detto che sarei arrivata a tanto, non ci avrei creduto.
Gli ho chiesto solo di starmi vicino, perché sto cadendo senza
paracadute e non c’è nessuno che mi dia una mano. Ma lui non ha potuto
o voluto farlo, mi ha chiesto di uscirne da sola. Ma è come se mi
trovassi nelle sabbie mobili, ogni volta che cerco di muovermi, di
salvarmi, vengo trascinata verso il basso, sempre più giù. E’ solo una
mano che mi serve, una mano che afferri la mia e che mi aiuti ad uscire.
Ho combattuto così tante battaglie per questo amore: con la mia
famiglia, i miei amici e con me stessa. Non che lui sia sbagliato, o
cattivo, è per quello che sono io da quando l’ho incontrato, giorno
dopo giorno sono diventata un’altra.
Ma non mi sento più amata, apprezzata da lui, e così non mi amo più
nemmeno io, ho smesso di vivere e mi limito ad esistere,
nell’indifferenza generale. Certo, non potrei aspettarmi altro, visto
che ho abbandonato ciò che avevo di più caro al mondo, le amicizie, le
passioni, gli affetti. Ed ora mi hanno voltato le spalle, se ne sono
fatti una ragione e mi hanno dimenticata.
E’questo che ho sempre temuto: essere dimenticata. Mi considero una
buona amica, un’ottima consigliera (per tutti meno che per me stessa),
ma nemmeno in questo campo ho mai avuto molta fortuna. La mia
spiegazione è sempre stata che chi è troppo buono non riceve mai grandi
cose in cambio, troppe persone si sono solo approfittate di me. Io per
prima.
Sento che sto scivolando verso il vuoto con un peso sulla schiena a
spingere, il macigno di questa storia piena d’amore che forse sta per
finire. Cerco ogni appiglio, anche se il peso che sostengo è enorme,
anche se so che se perdessi quel peso il risultato sarebbe soltanto una
caduta più rapida. Ma il botto si sentirebbe lo stesso.
Vorrei svegliarmi una mattina e aver trovato il senso ad ogni cosa, la
risposta ad ogni domanda, la soluzione ad ogni problema. Vorrei non
fosse così difficile cominciare ogni giornata, aspettando solo il
momento in cui finirà. Vorrei prendere la vita con la leggerezza dei
miei vent’anni, senza sentirmi addosso tutto questo peso.
Vorrei, vorrei…e penso che, dopo tutto, sono l’unica che può cambiare tutto questo.
E mi odio ancora di più.

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